APPROFONDIMENTI NORMATIVI IN MATERIA DI REGOLAMENTAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Considerando il dibattito aperto negli ultimi tempi in merito alle tariffe del servizio idrico applicate in Calabria, appare utile riportare un sintetico contributo che ripercorre l’evoluzione degli ultimi decenni della regolazione tariffaria che in Italia non è lasciata alla libera determinazione di ciascuna singola realtà locale, ma disciplinata da una metodologia di carattere nazionale.

Il servizio idrico integrato (SII), infatti, inteso come insieme dei servizi di acquedotto-fognatura depurazione, è ormai da diversi decenni un settore regolato da una sua propria specifica normativa, la cui applicazione è costantemente verificata da un Organo di Controllo nazionale, l’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente -ARERA.

La materia della regolazione del SII in Italia, intesa come vera e propria disciplina di settore, si avvia in modo strutturato con il riordino complessivo della materia realizzato dalla Legge n.36/1994 c.d. legge “Galli”, trasfusa nel 2006 nel “Codice dell’Ambiente” (Decreto Legislativo n.152/2006).

La regolazione negli anni ha subito diverse modifiche e integrazioni sia in merito agli aspetti delle competenze regolatorie nazionali, sia per quanto riguarda le metodologie della regolazione delle tariffe e della qualità del servizio erogato al cittadino.

Per quanto riguarda le competenze, la legge Galli ha attribuito le funzioni regolatorie a livello nazionale al Comitato per la Vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche (Co.Vi.R.I.), istituito presso il Ministero dei Lavori Pubblici.

Con il passaggio al Codice dell’Ambiente (dlgs 152/2006), le funzioni del Co.Vi.R.I. vengono ulteriormente esplicitate all’art.161 e lo stesso Comitato (successivamente trasformato in Commissione Nazionale

– Co.N.Vi.R.I.) è trasferito nella competenza del Ministero dell’Ambiente.

A seguito del dibattito politico, che sfocerà poi nella indizione del referendum sull’acqua del 2011, viene approvato il decreto legge n.70/2011, che istituisce l’ “Agenzia Nazionale per la Regolazione e la Vigilanza in materia di acqua” che deve sostituire la Co.N.Vi.R.I.. Di fatto l’Agenzia non è mai stata creata perché immediatamente sostituita, con il Decreto Legge n.201/2011, dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) alla quale vengono trasferite anche le funzioni di regolazione del servizio idrico e che assume la denominazione di Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI).

Anche l’ultima modifica di competenza è accompagnata da un riordino complessivo delle funzioni fra Ministero dell’Ambiente e AEEGSI che viene specificatamente trattato nel Decreto del Presidente del Consiglio del 20 luglio 2012 “Individuazione delle funzioni dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, ai sensi dell’articolo 21, comma 19 del decretolegge del 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214”. Ad accompagnare l’azione regolatoria dell’AEEGSI, sicuramente molto più pregnante rispetto alla regolazione nazionale svolta dagli organismi precedenti, vengono introdotte alcune modifiche al Codice dell’Ambiente (dlgs 152/2006), in particolare attraverso il Decreto Legge 133/2014 c.d. “Sblocca Italia”.

Fra le funzioni attribuite al livello di regolazione nazionale che si è evoluto negli anni come sopra ricordato, una delle principali è sicuramente quella di definire una metodologia di calcolo dei corrispettivi del servizio idrico (le tariffe) che fosse unica a livello nazionale. Già prima della legge Galli il legislatore aveva dato un regolamento per la determinazione delle tariffe, il cosiddetto Metodo CIPE che costituiva una regola nazionale per il calcolo del corrispettivo di servizio che si applicava a qualunque forma di gestione (sia diretta dei Comuni che tramite società specifiche che avevano avuto in concessione il servizio). Successivamente, in attuazione dell’art.13 della legge “Galli”, è stato emanato il decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 01.08.1996 che ha introdotto il “Metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo e la determinazione della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato”.

Tale decreto ha trovato applicazione fino all’anno 2011, venendo sostituito dal 2012 dalle deliberazioni emanate dall’AEEGSI.

È importante rilevare che fino al 2011 il metodo si applicava alle sole gestioni che avevano ricevuto un affidamento ai sensi della Legge Galli, cioè quelle per le quali l’Ente di Governo d’ambito (ente costituito da tutti i Comuni del territorio al quale sono delegate le funzioni di affidamento in forma unitaria del servizio – attualmente in Calabria è l’Autorità Idrica della Calabria o AIC) aveva affidato in concessione il servizio; per le altre gestioni, affidate prima della legge Galli o quelle svolte direttamente dai Comuni, si continuava ad applicare il Metodo CIPE. Dal 2012 in poi il metodo tariffario introdotto da AEEGSI (nel frattempo diventata Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente -ARERA) diviene l’unico metodo applicabile per la determinazione delle tariffe in tutta Italia.

La regolazione tariffaria dell’Autorità ARERA si è sviluppata dal 2012 ad oggi attraverso l’emanazione di specifiche deliberazioni di regolazione sia per la determinazione dei corrispettivi del servizio che per le relative tariffe, nonché per la regolazione della qualità del servizio (intesa come qualità contrattuale – riferita alle modalità di rapporto con l’utenza attraverso la specifica carta dei servizi – che come qualità tecnica – riferita alle caratteristiche tecniche di svolgimento del servizio).

Il metodo tariffario adottato da ARERA, di cui l’ultimo e vigente è contenuto nella Delibera ARERA 580/2019 e nel relativo Allegato A (MTI-3), definisce specificatamente i costi sostenuti dal gestore che possono essere coperti dalla tariffa. Al fine di evitare il riconoscimento di costi non dovuti, a differenza dei precedenti metodi che si basavano su costi previsionali, il metodo ARERA definisce uno specifico e dettagliato elenco dei costi “efficienti” che possono essere riconosciuti che vengono rilevati a consuntivo (quindi scuramente sostenuti dal gestore) e ne richiede una specifica attestazione attraverso il confronto con i dati del bilancio del gestore.

Come richiesto dalla normativa nazionale, in particolare l’art. 154 del Codice dell’Ambiente, è previsto che “sia assicurata dalla tariffa la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga”; si tratta del cosiddetto principio della “copertura integrale dei costi efficienti” (full cost recovery) che trova un chiaro fondamento normativo non solo a livello nazionale, ma anche comunitario (specifica normativa europea).

La regolazione ARERA specifica le funzioni di ciascun soggetto che partecipa alla predisposizione delle tariffe del servizio idrico.

Infatti prevede che:

_ il gestore fornisca i dati di bilancio e tecnici secondo specifiche assunzioni definite dalla regolazione;

_ l’Ente di Governo d’Ambito (l’Autorità Idrica della Calabria – AIC) provveda a verificare e validare i dati forniti dal gestore e quindi proceda ad applicare i calcoli della regolazione ARERA per arrivare a definire le tariffe da applicare; una volta deliberate da AIC le tariffe sono applicate dal gestore;

_ l’ARERA infine provvede a verificare la corretta applicazione del metodo da parte dell’Ente d’Ambito e quindi all’approvazione definitiva delle tariffe.

Come si legge nelle delibere ARERA, relative alla determinazione delle tariffe, il gestore è “tenuto” ad applicare le tariffe a seguito della predisposizione da parte degli Enti di Governo d’Ambito. Ciò appare motivato dalla necessità che il gestore possa avere adeguate entrate per la gestione del servizio, garantendolo quindi al cittadino ed evitando il rischio di un possibile fallimento con pregiudizio del servizio stesso.

Il ruolo di controllo sulla corretta applicazione della metodologia di calcolo ARERA viene svolto dall’Autorità anche attraverso un sistema di verifiche ispettive a campione che vengono svolte annualmente dall’ARERA presso alcuni gestori, fra i quali anche i Comuni là dove svolgono il servizio direttamente. Infatti, come ricordato, il metodo ARERA si applica a tutte le gestioni sia dirette del Comune che attraverso specifiche società affidatarie del servizio stesso.

In particolare la Regione Calabria è stata interessata negli ultimi anni da diverse verifiche ispettive che hanno interessato gestioni dirette comunali anche di Comuni di significative dimensioni e che hanno condotto all’irrogazione di pesanti sanzioni amministrative a carico dei Comuni che non avevano adeguatamente applicato dal 2012 in poi il metodo tariffario per la determinazione delle tariffe emanato da ARERA. In generale si può dire che tutti i Comuni che hanno ricevuto le verifiche ispettive ARERA sono stati sanzionati, a rimarcare l’obbligatorietà di applicazione di tariffe calcolate secondo quanto stabilito dall’Autorità Nazionale.

Acque Potabili Servizi Idrici Integrati

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