22 Marzo2021:Giornata Mondiale dell’Acqua

Nel corso degli ultimi cento anni i consumi idrici a livello globale sono cresciuti di sei volte. Secondo gli esperti ONU, la domanda continuerà ad aumentare ad un tasso di circa l’1% l’anno sotto la pressione demografica, climatica e dello sviluppo economico, mentre, a livello globale, 2,2 miliardi di esseri umani continuano a non avere accesso ad acqua pulita, gestita in modo sicuro e 4,2 miliardi vivono, invece, senza servizi igienici gestiti in sicurezza. Uno scenario decisamente disfattista che impone azioni immediate.

Diversamente, città come San Paolo in Brasile, Chennai in India e Cape Town in Sud Africa potrebbero ritrovarsi a breve con i rubinetti completamente a secco. Secondo l’Oms, se si consumano più di 50 litri al giorno, ha luogo uno spreco: in Italia, avvisa l’Istat, la media si aggira intorno ai 245 litri quotidiani. Solo l’1% dell’acqua viene utilizzata per bere, la maggior parte (39%) è utilizzata per doccia e bagno: solo per lavarsi i denti, se non si chiude il rubinetto, si possono sprecare fino a 30 litri d’acqua al giorno. Un altro dato che fa pensare è quello della dispersione dell’acqua immessa, ovvero della quantità che si perde a causa del cattivo funzionamento delle reti idriche: la media nazionale è del 40%.

Secondo Confagricoltura, “occorre mettere mano con urgenza all’intera rete idrica nazionale, visto che dopo trent’anni di abbandono è in pessime condizioni“. In particolare sottolinea che le priorità sono quelle di “costruire nuovi invasi, rinnovare i sistemi irrigui, sanare la rete dell’acqua potabile che perde il 42% tra quella immessa e quella erogata“.

Se in tanti paesi del mondo però manca ancora l’accesso all’acqua, in Italia il tema rimane poco prioritario. Secondo “La Repubblica”, solo un italiano su 4 ha infatti dichiarato di aver prestato attenzione ai consumi d’acqua nel corso dell’ultimo anno, trascorso prevalentemente dentro casa e in misura maggiore rispetto al passato. Numeri ancora irrisori che ci classificano agli ultimi posti in Europa per investimenti nel settore idrico, davanti solo a Romania e Malta.

Circa il 60% della rete idrica nazionale ha più di 30 anni e il 25% ha più di 50 anni. Il 47,6% dell’acqua prelevata per uso potabile viene dispersa: 42% solo nelle reti di distribuzione, 10 punti percentuali in più di 10 anni fa, rispetto al 23% della media europea.

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